Continuità operativa: piani che funzionano quando servono

La NIS2 richiede continuità operativa, gestione dei backup e ripristino in caso di disastro. Per i soggetti essenziali si aggiungono il piano di gestione delle crisi e l’obbligo di testare i backup: un piano mai provato non è un’evidenza di conformità.

continuità digitale operativa

A chi si rivolge

Soggetti NIS, con requisiti rafforzati per i soggetti essenziali.

Il problema

La quasi totalità delle organizzazioni ha backup; una minoranza ha verbali di test di ripristino. In ispezione la differenza è tutta lì.

Cosa facciamo

  • Business Continuity Plan basato sugli esiti della BIA
  • Disaster Recovery Plan con architettura, procedure e ruoli
  • Verifica che RTO e RPO dichiarati siano tecnicamente raggiungibili
  • Piano di gestione delle crisi e catena di escalation
  • Esecuzione e verbalizzazione dei test di ripristino
  • Esercitazioni di simulazione su scenario ransomware

Cosa consegniamo

  • BCP, DRP e piano di crisi, con struttura coordinata e priva di sovrapposizioni
  • Verbali di test e registro delle esecuzioni
  • Scheda di sintesi per la direzione

Riferimento normativo

Requisiti di continuità operativa e gestione dei backup della Det. ACN 379907/2025, con misure rafforzate per i soggetti essenziali.

FAQ

Almeno annualmente, e comunque a fronte di modifiche architetturali rilevanti.

Li decide il business sulla base dell’impatto, e l’IT verifica se sono raggiungibili. Se non lo sono, la decisione torna al business con il costo associato.

No: il BCP copre la continuità del business nel suo complesso, il DRP il ripristino tecnico dei sistemi. Vanno coordinati ma restano documenti distinti.

Il prossimo passo

Verifichiamo i tuoi piani di continuità